Emorroidi e intimità

Se da una parte parlare di emorroidi è per molte persone già di per sé un tabù insormontabile, figuriamoci quando questi disturbi proctologici hanno a che vedere con la propria sfera sessuale! Tuttavia bisogna ricordare che è solo parlando che si risolvono i problemi, lasciando da parte vergogna e imbarazzo per affrontare la questione con serenità.

È bene prima di tutto sfatare un mito: non vi sono prove scientifiche del fatto che sesso anale ed emorroidi siano legati da un rapporto diretto di causa-conseguenza. Si può invece affermare con certezza che queste abitudini sessuali possono, in presenza di una predisposizione fisica preesistente, causare la comparsa dei disturbi emorroidari e il loro progressivo peggioramento. Perciò più che essere una causa delle emorroidi i rapporti anali vanno considerati una concausa o, meglio, un fattore di rischio.

Per ridurre le sollecitazioni fisiche è altamente consigliato l’impiego in via precauzionale di prodotti ad azione lubrificante che, diminuendo l’attrito, riducano il rischio di infiammazioni. Quando però si manifestano i sintomi delle emorroidi è importante evitare di sollecitare le parti dolenti. Ecco nel dettaglio come bisogna comportarsi:

  • Emorroidi sintomatiche – se si avvertono sintomi come dolore, infiammazione, gonfiore o prurito acuti è necessario astenersi dal sesso anale: le emorroidi potrebbero infatti risentirne e peggiorare.
  • Emorroidi di I grado – con questo termine ci si riferisce alle emorroidi che tendono a dislocarsi dalla loro sede naturale quando sollecitate, per poi comunque tornare “a posto” spontaneamente. Qualora ciò avvenisse si consiglia di avere rapporti solo impiegando lubrificanti.
  • Emorroidi di II grado e superiori – si tratta di emorroidi che vanno incontro a prolassi veri e propri e che quindi sono a uno stadio di gravità avanzato. Meglio astenersi dai rapporti sessuali per evitare di peggiorare il problema e rivolgersi a un proctologo per una visita specialistica. Eventualmente sarà possibile la cura delle emorroidi prolassate con un trattamento ambulatoriale o chirurgico.

La chirurgia può essere di aiuto per riconquistare una serena vita sessuale, soprattutto quando si parla di interventi mininvasivi che, per loro natura, hanno un basso impatto sul paziente e sono caratterizzati da tempi di guarigione rapidi. Particolarmente apprezzata è a questo proposito la dearterializzazione emorroidaria transanale (metodo “THD Doppler”) che, grazie alla sua natura conservativa, è una tecnica chirurgica che non pregiudica in alcun modo i futuri rapporti anali.

Per contro esistono anche metodiche che, pur assicurando la guarigione dei sintomi delle emorroidi, non sono compatibili con queste abitudini sessuali (es. metodo Longo, che prevede l’inserimento di piccole graffette metalliche): date le differenze dei metodi e dei decorsi postoperatori è necessario informare il proctologo delle proprie abitudini ed orientamenti sessuali, in modo tale da scegliere l’intervento più adatto per il proprio caso.

News