Trova risposta ai quesiti sulle emorroidi nella sezione delle domande pi¨ frequenti

FAQ

Ho pensato di unire in una sola pagina le FAQ, le domande più frequenti: vorrei però ribadire ancora che è fondamentale rivolgersi ad un medico per una diagnosi certa, che possa escludere eventuali patologie più gravi o semplicemente tranquillizzarci.

1) Il rigonfiamento dell'ano è sintomo di emorroidi?

Non sempre. Potrebbe essere dovuto solo a uno sforzo eccessivo, che ha causato un lieve gonfiore nella parte intorno all’ano. Se il sintomo persiste e diventa sempre più evidente dopo la defecazione, a cui potrebbe seguire anche dolore e sanguinamento, allora si tratta di emorroidi.

2) Perché le donne soffrono di più di emorroidi rispetto agli uomini?

Perché le donne sono maggiormente soggette a problemi di stipsi che a lungo andare possono favorire la comparsa di emorroidi. Inoltre, un fattore di rischio importante è legato alla gravidanza, durante la quale gli sbalzi ormonali influiscono notevolmente sullo stato del sistema vascolare, e si verifica un aumento della pressione intraddominale dovuto al peso del bambino e allo sforzo del parto.

3) Quali sono le cause che provocano le emorroidi?

Generalmente i fattori ereditari sono una delle principali cause che portano a soffrire di questo disturbo. Ma all’origine delle emorroidi ci sono altre cause come: scorretto stile di vita, disfunzioni intestinali come la stitichezza, cattive abitudini alimentari, abuso di lassativi e sedentarietà.

4) Quali sono i sintomi più frequenti in caso di emorroidi?

Le emorroidi si riconoscono non appena si verificano disturbi quali sanguinamento durante la defecazione, prurito, prolasso (fuoriuscita delle emorroidi dal canale anale) e gonfiore della zona interessata. A volte, però, possono capitare forme asintomatiche di emorroidi, che però vanno trattate ugualmente.

5) Le emorroidi possono guarire spontaneamente?

Può succedere nei casi più lievi, ma è sempre bene rivolgersi a uno specialista per farsi consigliare la terapia più adatta. Cibarsi di alimenti adatti per prevenire o per permettere il riassorbimento delle emorroidi, eliminare gli alcoolici e i cibi speziati e particolarmente elaborati, dedicarsi a una moderata attività fisica quotidiano e utilizzare medicinali o pomate specifici, consentono una più rapida guarigione.

6) Se soffro di stipsi, sarò necessariamente soggetto a emorroidi?

Dipende dal livello di stipsi e da quanto tempo è presente questo problema. Le disfunzioni intestinali portano a un blocco delle feci e a un conseguente sforzo eccessivo durante la loro espulsione che rischia di provocare il rigonfiamento dei cuscinetti emorroidari e la loro fuoriuscita.

7) Dopo un intervento chirurgico è possibile tornare subito a lavorare?

Dipende dal tipo di tecnica chirurgica adottata. In genere, è possibile ritornare alle normali attività quotidiane dopo tre-sei settimane a seguito di un intervento tradizionale (emorroidectomia secondo Milligan e Morgan). Se invece vi sottoponete a tecniche innovative, allora i tempi di recupero sono più brevi: in pochi giorni, una settimana, è possibile riprendere le attività lavorative.

8) A chi devo rivolgermi per una visita specialistica?

Prima di tutto, contattate il vostro medico di fiducia che potrà consigliarvi uno specialista proctologo in grado di formulare una diagnosi completa e proporre una cura efficace. Ci sono ottimi specialisti che lavorano nel settore pubblico!


Tabella comparativa sulle tecniche di cura
Consulta la tabella comparativa sulle tecniche chirurgiche per la cura delle emorroidi
 
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