Anemia ed emorroidi: quali sono i rischi reali?

Chi può esserne colpito e come affrontare il problema
I sintomi più comuni dei disturbi emorroidari sono senza dubbio il bruciore, il dolore, la sgradevole sensazione di gonfiore e il sanguinamento. Quest’ultimo sintomo è anche il più evidente, dal momento che la presenza di piccoli quantitativi di sangue sulla carta igienica o nel water non passano certo inosservati.
Anche in presenza di perdite di sangue di modesta entità, è possibile che a lungo andare il ricorrente sanguinamento emorroidario possa avere ripercussioni negative sulla nostra salute? Si tratta di un’eventualità piuttosto rara, ma la risposta è sì: l’anemia è infatti una complicazione che può colpire chi soffre di disturbi emorroidari cronici.
Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti da due ricercatori della Milwaukee Medical Clinic SC in Wisconsin, l’anemia causata dalle emorroidi colpisce prevalentemente uomini e donne intorno ai 40-50 anni che soffrono di emorroidi di II o III grado.
Essendo l’incidenza statistica del fenomeno molto bassa, non è detto che chi soffre di emorroidi debba per forza essere colpito anche da questo problema aggiuntivo, ma le donne in età fertile che a causa del ciclo mestruale sono più predisposte all’anemia e le persone con problemi di coagulazione dovrebbero perlomeno essere consapevoli di questo rischio.
È utile ricordare che i sintomi più evidenti di anemia sono debolezza e senso di affaticamento: perciò se si avvertono cambiamenti in tal senso è bene rivolgersi al proprio medico che potrà prescrivere opportuni esami del sangue per diagnosticare l’eventuale disturbo. E quando si va dal medico, è importante parlare anche dei propri problemi emorroidari qualora fossero cronici e permanenti: se i rimedi fai da te e l’aspettare “tempi migliori” sinora non hanno funzionato, allora è il caso di adottare un approccio più scientifico per affrontare con successo le emorroidi!

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