Insalate miste, ottime contro la stipsi. Non dimentichiamoci dell'avocado!

insalata_avocadoQuesto frutto tropicale è un vero e proprio concentrato di fibre

A costo di ripeterlo sino allo sfinimento, le fibre dovrebbero essere uno dei capisaldi della dieta quotidiana di chi tende ad avere problemi di emorroidi. Le fonti alimentari di questi preziosi nutrienti che regolarizzano e facilitano il transito intestinale sono molte, eppure può accadere che si finisca col portare in tavola sempre le “solite cose”. Ma chi l’ha mai detto che una sana alimentazione debba per forza essere anche noiosa?

Se quanto ad ingredienti le vostre insalate sono ormai standardizzate, provate a dare loro un pizzico di creatività con qualche fettina di avocado fresco, tagliata sottile o un po’ più spessa in base al vostro gusto. Questo frutto di origine tropicale, oltre ad avere un sapore irresistibile, contiene circa 7 grammi di fibre ogni 100 grammi di polpa: ciò lo rende, a conti fatti, molto più ricco di altri frutti come ad esempio i kiwi (3g/100g circa), le banane (2.5g/100g) o le pere (4g/100g)!

Per quanto riguarda nello specifico la composizione, il 75% delle fibre è insolubile, mentre la restante parte è solubile; nel loro complesso, questi apporti ci possono dare una concreta mano a raggiungere quei 25-30 grammi di fibre giornaliere indispensabili per tenere a bada la stitichezza.

Ma l’avocado si fa apprezzare anche per altri motivi, a iniziare dal suo elevato contenuto di potassio che lo rende perfetto per ripristinare i sali minerali che durante l’estate vengono persi facilmente attraverso la sudorazione. In più questo frutto originario dell’America centrale permette all’organismo di fare il pieno di acido folico, vitamine del gruppo B (in particolare la B5), vitamina C e vitamina E.

Oltre a risultare efficace per combattere la stipsi in modo naturale, l’avocado regala importanti benefici all’intero organismo. Uno studio messicano di qualche anno fa pubblicato sulla prestigiosa rivista Archives of Medical Research ha dimostrato, ad esempio, che in un gruppo di pazienti una dieta ricca di questo frutto in soli sette giorni è riuscita ad abbassare il colesterolo totale del –17%, il colesterolo cattivo LDL del –22% ed i trigliceridi del –11%!

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