Curare le emorroidi secondo la Siddha

Ecco i rimedi proposti dalla più antica medicina tradizionale indiana
Le medicine tradizionali orientali sono dei veri e propri pozzi di sapienza che, anche ai giorni nostri e pur con l’avvento della moderna medicina, hanno ancora molto da insegnare. Una delle principali è la Siddha, la cui storia millenaria ebbe inizio nell’India meridionale che oggi corrisponde allo stato del Tamil Nadu.
Disegno di medico indiano anticoQuesta medicina è tenuta ancor oggi in grandissima considerazione nel suo paese natale – al punto che il governo ha addirittura creato un Ministero che si occupa di Ayurveda, Yoga, Naturopatia, Unani, Siddha e Omeopatia – ed era impossibile che, fra i suoi insegnamenti, non fossero contemplate le emorroidi.
Definite con il termine moola noi, le emorroidi secondo la Siddha esistono in ben 21 (!) tipologie diverse. Secondo un’antica poesia, le cause di questi problemi sono imputabili a un disequilibrio tanto del vatha (l’energia vitale che nel corpo controlla i movimenti dei fluidi e le attività degli organi) quanto del pitha (direttamente correlato a digestione e metabolismo), che viene descritto con l’espressione anila pittha thontham allathu moolam varathu. Semplice, no?
Anche i medici più rispettosi della tradizione Siddha sono concordi sul fatto che per prevenire le emorroidi occorrono sostanzialmente le stesse attenzioni che consiglia la medicina moderna, ovvero il consumo di grandi quantità di fibre abbinate ad abbondante acqua. Anche se, naturalmente, non mancano i rimedi tradizionali: i testi antichi consigliano ad esempio di ricorrere a oli e altri preparati che riequilibrino vatha, pitha e il terzo elemento kapha, oppure ancora di effettuare purghe ogni quattro mesi per “purificare” l’intestino.
Su quest’ultimo punto ci sarebbe molto da discutere, in quanto la pratica delle purghe mediante lassativi in genere crea più danni che benefici a livello intestinale; chi desidera trattare le emorroidi seguendo questi oppure altri metodi della medicina tradizionale o alternativa farà bene a chiedere sempre un parere anche al proprio medico.

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