Emorroidi gonfie

Il gonfiore è sicuramente uno dei sintomi più evidenti delle emorroidi, nonché un campanello d’allarme che deve essere preso seriamente in considerazione. Per quale motivo si verifica questo aumento di volume e come si possono curare le emorroidi gonfie e congeste?

Le emorroidi sono strutture anatomiche simili a dei piccoli cuscinetti, al cui interno affluiscono degli altrettanto piccoli vasi sanguigni. L’afflusso di sangue da e verso le emorroidi viene normalmente autoregolato dal corpo, ma qualche volta, dopo essersi gonfiate, esse non tornano più alle loro dimensioni originarie per cause diverse.

Questa tendenza al rigonfiamento si verifica ad esempio quando si rimane in posizione seduta per molte ore al giorno per via dell’attività lavorativa che si svolge, oppure a causa di particolari attività fisiche praticate (es. sollevamento di carichi gravosi, ciclismo, equitazione…) che determinano un aumento della pressione sanguigna intraddominale con conseguente rigonfiamento dei cuscinetti emorroidari. Ridurre al minimo, ove possibile, queste attività e astenersi dal praticarle in caso di episodi acuti di emorroidi congeste sarà sicuramente d’aiuto.

Questo sintomo è piuttosto diffuso anche durante la gravidanza, per via della pressione causata dal peso crescente del feto. Durante la gestazione, inoltre, il corpo produce grandi quantitativi di progesterone, ormone che tende a causare il rilassamento delle pareti dei vasi sanguigni. Per ridurre il gonfiore dei cuscinetti emorroidari in genere basta attendere il post-parto, periodo in cui il problema tende a ridursi spontaneamente sino a scomparire.

Infine, le emorroidi congeste possono essere causate anche da abitudini non propriamente salutari di utilizzo della toilette. Rimanere seduti a lungo sul water in attesa del fatidico stimolo, magari spingendo intensamente, contribuisce a determinare il rigonfiamento dei cuscinetti e di conseguenza una maggior probabilità di andare incontro a dolori e sanguinamenti durante l’espulsione delle feci. Se lo stimolo a defecare non arriva subito, meglio dunque alzarsi e riprovare più tardi.

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